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Editoriale

Tante parole, pochi fatti: il progetto Sampdoria non esiste più

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Nessuna previsione per la Sampdoria del futuro: i rinnovi di Ranieri, Osti e Pecini latitano. Il progetto del club esiste ancora?

Tante parole, pochi fatti. Nonostante la Sampdoria sia salva ormai da diverse settimane, la programmazione della prossima stagione è attualmente a un punto morto. Le rassicurazioni di Massimo Ferrero sul futuro del club lasciano spazio a mille interpretazioni e si scontrano con una realtà tutt’altro che limpida. «Nessun problema con Ranieri», ha detto il presidente nei giorni scorsi. E ancora: «Osti e Pecini? Parlerò con loro, ma la Sampdoria viene prima di tutto». Insomma, ascoltando Ferrero sembrerebbe che il problema siano gli altri. Ma per quale motivo allenatore e dirigenti dovrebbero fare i capricci e valutare costantemente l’addio, dopo anni di ottima permanenza in blucerchiato?

Forse (anche senza forse) il nodo riguarda proprio Ferrero e un progetto societario che non esiste più. O meglio, non è più quello di qualche anno fa. Ovviamente con la complicità della pandemia, che ha costretto i vertici del club a cambiare in corsa la strategia societaria. Claudio Ranieri, Carlo Osti e Riccardo Pecini non hanno ancora deciso se firmare il rinnovo perché non sanno cosa li attenderà. Non si tratta di Europa League, salvezza tranquilla o un calciomercato fatto di scambi e prestiti. Ma di vivere o sopravvivere. Fino a quando si tenterà di scrivere la storia della Sampdoria di anno in anno, con il semplice gusto di riempire pagine bianche e sperare che i conti siano a posto grazie a qualche plusvalenza, non ci sarà storia. È giunto il momento di uscire allo scoperto e fare chiarezza. Nel rispetto dei tifosi e di una tradizione, quella blucerchiata, che merita di rivivere i fasti del passato.

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