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Editoriale

Il curioso caso di Fabio Quagliarella

Alessio Eremita

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quagliarella sampdoria

Quagliarella nuovamente protagonista: il capitano blucerchiato è il Benjamin Button della Sampdoria. Ma a determinate condizioni

Fabio Quagliarella non sorprende più. Si siede in panchina per la seconda partita consecutiva in pochi giorni, entra, segna e sfiora una doppietta, dimostrando a tutti (qualora ce ne fosse ancora bisogno…) di saper reggere il peso dell’età e rivelarsi ancora decisivo in Serie A. Il capitano della Sampdoria, seppur senza fascia al braccio contro il Crotone, ha sancito un nuovo punto di svolta della sua gloriosa carriera.

Ieri, infatti, Quaglia ha avuto modo di assaporare le prime gocce dell’elisir della giovinezza, prodotto e confezionato in una preziosa boccetta dall’alchimista Claudio Ranieri. Nessuna controindicazione sull’etichetta, solamente fattori favorevoli. La formula studiata dal tecnico blucerchiato è semplice e garantirà ottimi risultati: ossia gestire le energie del numero 27, in relazione ad avversari e impegni sul calendario, così da non comprometterne la tenuta fisica e permettergli di rendere al meglio delle proprie capacità.

Alla soglia dei 38 anni, è impensabile che Quagliarella possa giocare ogni partita della stagione per novanta minuti o meno. Si tratterebbe di un supplizio per sé e la Sampdoria stessa. Ma il fatto di aver compreso la situazione in cui si trova, accettandone con professionalità difficoltà e rischi futuri, è sintomo di lungimiranza. Succederà ancora di dover cedere il passo ad altri compagni di squadra e assistere da bordocampo alle loro prestazioni. Forse con un po’ di malinconia e la voglia di levarsi la tuta per toccare un solo pallone, per far vedere di essere presente. D’altronde, la personalità del campione non scema all’improvviso.

Queste sono e saranno le condizioni per rallentare l’inesorabile avvicinamento al giorno dell’addio e continuare a indossare le vesti del Benjamin Button della Sampdoria.

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