Connettiti con noi

Editoriale

Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta. Grazie, ragazzi!

Pubblicato

su

La Sampdoria Primavera ha detto addio al sogno Scudetto. Ma la sconfitta in semifinale contro l’Atalanta non deve macchiare un campionato straordinario

(Alessio Eremita, inviato a Sassuolo) – «La stagione è stata straordinaria e storica. Abbiamo chiuso la stagione in testa alla classifica, offrendo un calcio propositivo. Abbiamo offerto un’idea di gioco messa in campo dai ragazzi in maniera meravigliosa, abbiamo chiuso con dei numeri pazzeschi, basta pensare al dato dei gol fatti e quelli subiti sono stati nella media. tante vittorie, una ripresa da incorniciare, con solo tre sconfitte. Tutti gli ingredienti per una stagione straordinaria». Non bisogna aggiungere molto alle dichiarazioni di Felice Tufano per descrivere la stagione vissuta e fatta vivere dalla Sampdoria Primavera ai tifosi blucerchiati. È vero, la sconfitta brucia e lascia l’amaro in bocca per il modo in cui è maturata: cinque minuti di follia costati due gol, poi un buon secondo tempo durante il quale è mancata solamente una zampata per strappare quel 2-2 che, in virtù di un migliore posizionamento in classifica rispetto all’Atalanta, avrebbe garantito ai doriani il pass per la finale. Peccato, davvero, perché al di là di statistiche e Scudetto in sé, questi ragazzi avrebbero sicuramente meritato un riconoscimento per il lavoro svolto in dieci mesi lunghi e intensi.

Ciò detto, non serve più a nulla parlare di quei 90 minuti maledetti. E malgrado il palpabile rammarico, non cadiamo nell’errore di valutare un’intera stagione sulla base di una partita. Sarebbe ingeneroso verso chi ha coltivato il proprio sogno con impegno, dedicazione e attaccamento alla maglia. Verso chi merita semplicemente applausi e ammirazione. Molte cose cambieranno, altre resteranno tali. Al futuro penseremo tra qualche settimana. Ora, giunti in questo limbo, lasciamoci cullare dalle emozioni che la Sampdoria ha saputo offrirci. Con la speranza che ciascun calciatore – che ha onorato la divisa blucerchiata – abbia la possibilità di rigiocare una finale nel corso della sua carriera da professionista. Grazie, ragazzi!