Tissone, cinguettando un rinnovo che non arriva

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 Oltre al caso Soriano, c’è un’altra districata matassa che non riesce a sbrogliarsi per ciò che concerne i rinnovi contrattuali. Stiamo parlando di Fernando Damian Tissone, anche lui in scadenza giugno 2013, con un contratto in essere da 800.000 euro netti, il sesto più alto nella rosa blucerchiata.

L’argentino di Quilmes, reduce da una stagione discreta in prestito al Maiorca, condita da 26 presenze e nessun goal, questa estate è stato riscattato definitivamente dalla società di Corte Lambruschini dalla comproprietà con l’Udinese, sottoscritta nel 2009 (Tissone arrivò a Genova su rischiesta di Delneri), a dimostrazione che si puntava ancora sulle sue qualità, dopo che il Ds Sensibile aveva acconsentito alla sua cessione in prestito gratuito la scorsa estate a causa di “motivi personali”.

Ecco che tornato alla base, soprattutto dopo i suoi continui cinguettii in cui si diceva contento del ritorno in A della Samp, ci chiediamo quali siano i problemi di questo rinnovo. Come detto l’ingaggio è già alto, e considerando le dichiarazioni di Edoardo Garrone, non ci saranno molti stipendi oltre il milione, se non per giocatori di un certo spessore, quindi è difficile che l’argentino riesca a spuntare una cifra maggiore, e poi c’è da aggiungere che gli estimatori per lui non mancano,dal Maiorca al Palermo del plenipotenziario Lo Monaco.

Ci chiediamo dunque cosa passi per la testa di Tissone, che deve dimostrare da subito di sposare un progetto a lunga scadenza, perchè poi naturalmente la Societàdovrà fare i suoi conti e magari puntare con decisione su altri giocatori, visto che nel folto centrocampo doriano, di soluzioni non mancano.

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