Ferrero a tutto tondo: «Sabatini un fuoriclasse. Berisha? Tanti saluti»

Ferrero Osti
© foto Valentina Martini

Il presidente della Sampdoria ha ripercorso le vicende legate a società e mercato: da Sabatini a Berisha, passando per Praet e Torreira

«La Sampdoria non ha bisogno di vendere né svendere, cede solo se ci sono offerte irrinunciabili. È un trampolino di lancio per tutti quei talenti naturali che hanno ampi margini di crescita. Dunque è normale che poi aspirino a un grande club. Tifosi, vi voglio bene. Prendiamoci meno sul serio». Comincia così lo show ironico e al contempo serio di Massimo Ferrero, che analizza in prima istanza tutti i cambiamenti avvenuti all’interno dell’organigramma societario: «Pradè e Pecini hanno fatto delle scelte e andranno via, le ritengo brave persone e sono contento per loro. Sono comunque sicuro che prima o poi torneranno. Non voglio quantità, ma qualità ed è per questo motivo che ho preso Sabatini. Gli ho fatto vedere il progetto, ne è rimasto subito affascinato. È un fuoriclasse che non guarda il denaro, bensì le ambizioni. Essere passato dall’Inter alla Sampdoria non è un passo indietro. Lo stesso progetto che mi auguro possa durare a lungo anche per Giampaolo. Su di lui non metterei mai clausole, è serio e onesto: lo hanno chiamato tutti, me ne ha sempre parlato e ha deciso di restare in virtù di un patto tra noi. Se ne andrà quando non ci sarà più feeling».

Il presidente blucerchiato ha inoltre posto l’attenzione sul calciomercato in uscita: «Praet ha una clausola da 26 milioni di euro, non vedo perché cederlo a 20. Della Juventus non so nulla, se vuole ottenere un pagamento dilazionato, deve venire con 30 milioni di euro. Così come successo con la cessione di Torreira, che ho rivenduto a tanto dopo averlo comprato dal Pescara a 2,6 milioni di euro. Viviano se ne va, prenderemo un altro portiere senza fare scommesse. Ci tengo a chiarire che non abbiamo rotto il rapporto, gli devo molto perché ci ha salvato una stagione parando un sacco di rigori. Viviano è Viviano, io lo terrei, ma ha finito il percorso con noi: ora deve scegliere fra Parma e Sporting Lisbona. Il rinnovo di Quagliarella? Vedremo se sarà una situazione aperta o chiusa». Sulle entrate: «Ho lasciato perdere Majer perché quando si mettono in mezzo mille procuratori, il padre e la madre dico ai miei bravissimi dirigenti di lasciar subito perdere. Pure Berisha, aspetto da giorni una risposta dopo aver trovato l’accordo con il Salisburgo. I giocatori devono essere orgogliosi di vestire la maglia più bella del mondo, ci sono tanti giocatori più forti di Berisha. Mi sono stufato, tanti saluti». Infine, una serie di smentite: «Karamoh non so chi sia, Santon non lo voglio. Èder e Zaza nemmeno. Èder ha voluto andare via, non sarebbe giusto se tornasse. Mandragora all’Udinese? E a me cosa importa? Sono contento per Pozzo», conclude Ferrero dagli studi di Sportitalia.

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