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Editoriale

Diamo a D’Aversa quel che è di D’Aversa: il derby è opera (quasi tutta) sua

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La vittoria nel derby contro il Genoa passa dalle mani di D’Aversa: al tecnico della Sampdoria vanno riconosciuti i giusti meriti

La vittoria nel Derby della Lanterna contro il Genoa rappresenta un punto di svolta per la Sampdoria. Non solo per i tre punti in classifica, ma anche per la prova di grinta e carattere offerta dalla formazione blucerchiata in novanta e più minuti. È questo uno dei fattori che fa ben sperare in vista del futuro e rende onore a Roberto D’Aversa, l’artefice principale del successo ottenuto sul prato del Ferraris. L’allenatore è stato capace di trasformare il ciclone delle ultime settimane in un vento caldo che ha protetto i calciatori da ogni notizia turbolenta. Dalle parti di Bogliasco tira ancora aria di burrasca – non v’è dubbio – ma dopo tante critiche è doveroso spendere qualche elogio per una persona che, fino a qualche giorno fa, non rientrava nei piani del club.

La posizione di D’Aversa sulla panchina doriana non è mai stata salda e ha iniziato a vacillare dopo la pesante sconfitta casalinga contro il Bologna. Poi il mini-ritiro, le due vittorie con Salernitana e Verona, un nuovo tracollo in campionato e infine la decisione di cambiare guida tecnica. D’altronde, la conferma è arrivata dall’ex presidente Massimo Ferrero che, tramite i suoi legali, ha ammesso: «Lunedì ero a Milano per comprare Stankovic». Nonostante un destino personale ormai segnato e il clamore mediatico causato dall’arresto del Viperetta, D’Aversa ha fatto uscire tutta la propria personalità. È vero, il gioco latita e alcune scelte restano discutibili. Tuttavia, in uno dei momenti più critici della storia della Sampdoria, contava solamente dimostrare di essere – per l’appunto – da Sampdoria. Sul campo con orgoglio e davanti alle telecamere con umiltà, l’ex Parma ci è riuscito.

Se le precedenti vittorie dei blucerchiati non convincevano pienamente la piazza, quella col Genoa ha lanciato segnali positivi. Come se ogni tassello di un complesso mosaico fosse andato al proprio posto improvvisamente. Ora tocca a D’Aversa confermare le bellissime sensazioni che ciascun tifoso ha provato ieri sera e difendere il proprio ruolo all’interno della società. A partire dal match di Coppa Italia contro il Torino, la stessa squadra che il 30 ottobre scorso ha alimentato i primi dubbi sull’operato del tecnico.