Il campionato è finito. Ora si aspetta Giampaolo

Juventus Giampaolo
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La Sampdoria ha smesso di giocare e il pareggio col Chievo lo ha dimostrato. La nostra testa può iniziare a spostarsi altrove, pur continuando a cantare e pur assicurandoci di non sfigurare contro la Juventus

Resta poco da commentare sul piano tecnico per la Sampdoria: la squadra oramai ha smesso di avere quel mordente che le avrebbe permesso di tenere alta la tensione durante gli ultimi mesi di campionato e di stagione. Oltre il derby, da marzo in avanti il Doria ha praticamente smesso di scendere in campo e la vittoria ora manca da un mese esatto. Pareggiare persino contro il Chievo, rimasto in dieci uomini per un intero tempo di gioco, è un altro esempio di come il nervosismo, nella sua accezione positiva del termine, la grinta e l’abnegazione siano venute meno. È stata comunque una gara che ha permesso a un giocatore come Tavares di dimostrare di non essere poi così tanto mediocre da dover essere messo in panchina fisso: sicuramente davanti a lui Murru e Sala sono riusciti a mettere in fila delle prestazioni importanti, ma forse il brasiliano non era poi così tanto da bollare come innesto non positivo. Ciò detto, dilungarsi ulteriormente sull’aspetto tecnico, come lo stesso Giampaolo ha voluto sottolineare, non sarebbe giusto: la Sampdoria, d’altronde, non è scesa in campo per giocare, contro il Chievo.

Restano tutte le necessità già elencate la scorsa settimana, sottolineando di quanto sia fondamentale al momento ragionare già del futuro. Giampaolo incontrerà la società per poterne discutere, per fare come appunto avvenuto tra Allegri e la Juventus: un meeting che porterà le due parti a capire se ci sono gli elementi per continuare ad andare avanti. L’ambizione fa parte di qualsiasi tipo di allenatore, chiunque vuole arrivare a vincere la Champions League o la Serie A, a seconda di quelle che sono le esigenze, quindi è giusto che anche un allenatore come Giampaolo, che con la correzione di qualche difetto già ampiamente enunciati sarebbe anche uno dei più indicati allenatori per una big in Italia, punti in alto. Starà alla società, a Ferrero, dirgli se possono farlo ancora insieme o meno, questo perché dopo tre anni e una media di 50 punti all’anno diventa necessario capire che i tifosi, l’allenatore, probabilmente anche i giocatori, non si accontenteranno di un altro limbo. Perché di questo si tratta: rimanere in un limbo. I 50 punti della Sampdoria non le permettono né di poter ambire a rubare terreno alla Lazio, squadra che la precede all’ottavo posto, né di poter essere insidiata dal Sassuolo, decimo in classifica. Una zona franca, di totale tranquillità, che non dà più mordente.

Diventa quindi fondamentale ripartire da questo aspetto, prima di poter pianificare qualunque altra mossa: chiarito cosa avverrà con l’allenatore sapremo quale sarà il nostro futuro. Nel caso in cui Giampaolo dovesse accettare di rimanere significherà solo che la società ha avallato le sue intenzioni di puntare a qualcosa di più, al sesto o al settimo posto, tentare di replicare quanto fatto dal Torino quest’anno (sfortunato solo per la questione Coppa Italia); nel caso contrario, invece, il timore di dover vivere un altro anno da limbo sarà sicuramente una sconfitta per tutti quanti. I tifosi continueranno a cantare – spero – per la Sampdoria, ma poterlo fare nuovamente in Europa non sarebbe per niente male. Non ci resta quindi che attendere, cercare di non sfigurare contro la Juventus, celebrare il successo di Fabio Quagliarella, miglior attaccante della stagione e quasi sicuramente anche capocannoniere del campionato, e staccare la spina per iniziare un nuovo capitolo, di maggior lustro, si spera. E una volta conosciuto il futuro di Giampaolo bisognerà ripartire da un altro assioma: la squadra non va indebolita. Per un anno le plusvalenze dovranno essere adeguatamente gestite.