Il pagellone di SN24 – Juan Ignacio Antonio

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A due anni e mezzo dal suo acquisto, l’atteso salvatore della patria sembra esser diventato l’ultima ruota del carro. Juan Ignacio Antonio è arrivato come il “nuovo Pastore”, ma rischia di andarsene come un Morales qualsiasi. Venuto dalla Patagonia e ex prodigio del vivaio del River Plate, l’argentino è stato acquistato dalla Samp nel gennaio 2012, con la speranza di aver trovato un raro talento per la propria squadra. Nel giugno 2014, quella speranza sembra ormai svanita di fronte ai fatti della vita e alle prove non certo esaltanti di Juan Antonio. Il fantasista è stato travolto dalla discontinuità e anche dagli infortuni, che non l’hanno mai lasciato in pace. E pensare che, nella cavalcata in B con Iachini, Juan Antonio aveva dato l’impressione di esser grezzo, ma di avere con sé qualcosa che nessun altro nella rosa della Samp aveva.

Un talento da far crescere, limare nelle sue imperfezioni. Iachini, che lo aveva scoperto al Brescia, lo aveva voluto fortemente e forse reso Juan Antonio un uomo più consapevole delle sue capacità, delle sue doti. Basta a pensare a una partita, che probabilmente descrive bene la figura di Juan Antonio. Samp-Sassuolo, andata delle semifinali dei play-off di B. I blucerchiati, dopo esser stati in svantaggio, hanno rimontato con i gol di Eder e Pozzi. Quando il Doria conduce per 2-1, Juan Antonio entra e ha una mezz’ora sul campo concessagli da Iachini. A un certo punto, l’ex River prende palla, salta mezza difesa del Sassuolo, ma poi cincischia e conclude malamente. Nella stessa gara, ha un’altra occasione clamorosa ma Juan Antonio sparacchia sul lato della porta invece che passarla a un Pozzi solissimo. Ecco: in una macchina perfetta (quella Samp di Iachini), l’argentino rappresentava una mina impazzita invece che un sano elemento d’imprevedibilità.

Non stupisce poi come è andato il proseguo della sua carriera alla Samp. Gli infortuni l’hanno limitato e in A né Ferrara, né Delio Rossi gli hanno concesso grandi chance. Il prestito a Varese non l’ha rigenerato, così Juan Antonio è finito tra gli “esodati” di inizio stagione con Poulsen e Maresca. Poi l’argentino ha tentato di rinascere con la squadra che l’aveva lanciato: prestito di un anno al Brescia, alla caccia della promozione. La verità è che entrambe le controparti sono rimaste deluse.

Il Brescia ha cambiato quattro allenatori (Giamapolo, Maifredi, Bergodi e Iaconi) ed è rimasto sempre ben lontano dalla zona promozione. Al tempo stesso, Juan Antonio quest’anno ha collezionato solamentre 13 presenze e un gol (contro il Cittadella), giocando poco e convincendo ancora meno. Bergodi lo ha tenuto in tribuna per molto tempo e Iaconi ha fatto lo stesso nel finale di campionato. In un attacco con Caracciolo, Corvia, Oduamadi e Mitrovic, il fantasista in prestito dalla Samp non è riuscito a rendersi indispensabile. Non gioca una gara dal 29 marzo, quando fu in campo per un tempo nella sconfitta di Siena.

Ora ci sarà il ritorno alla Samp. Dove difficilmente verrà considerato da Mihajlovic, anche perché il passaggio al 4-3-3 non giova a Juan Antonio dal punto di vista tattico. Inoltre, la concorrenza è troppo ampia: ormai i tre milioni spesi in quell’inverno del 2012 non torneranno più. Un bel 5 pare il minimo per l’ennesima stagione sottotono. Forse è l’ultima occasione persa con la maglia della Samp. Intanto sul sito ufficiale del club blucerchiato, nel profilo dedicato al giocatore, c’è scritto che ha la passione per la musica. Juan Antonio farebbe parte di una band rock, “La Vieja Mimosa” (nel video si vede il giocatore della Samp). Peccato che il suo calcio non suoni più le stesse melodie di prima.

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