Juan Antonio: “Sbagliare è umano. Con il Palermo…”

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Arrivò lo scorso gennaio dal Brescia Juan Ignacio Antonio, fantasista argentino ex River Plate e Ascoli: in Italia il suo momento di gloria deve ancora arrivare, ma vista la sua età c’è sicuramente tempo. L’anno scorso fu protagonista, per volontà di Beppe Iachini, della rinascita della squadra doriana, ripartita da una posizione di metà classifica e giunta alla fine con il Varese vinta sulle ali dell’entusiasmo. Oggi al Corriere Mercantile Juan Antonio, che potrebbe finalmente avere la sua occasione in Serie A viste le defezioni in attacco, così si racconta: “Palermo e Sampdoria sono due squadre che arrivano da un momento poco felice: sarà una partita che, come dite qui in Italia, si giocherà con il coltello tra i denti. La mia vocazione naturale è quella del trequartista, ma in carriera ho giocato anche da seconda punta, mai da prima però”.

“Non avevo ancora vissuto questa situazione alla Sampdoria: a gennaio quando ero arrivato c’era sì difficoltà, ma subito ci riprendemmo dal momento poco felice. Quest’anno eravamo partiti non bene, ma benissimo, però i risultati poi hanno iniziato a non premiarci più. Non c’è una spiegazione, ma ce ne sono moltissime. La squadra dà sempre il massimo in allenamento e nel gruppo ci sono armonia e coesione, ma chi vive di calcio sa che i risultati sono determinati da diversi aspetti. Anche gli infortuni spesso vanno a inficiare il risultato di una prestazione e di una gara”.

“Nella Sampdoria siamo molti argentini: da Maxi a Tisso a Sergio a Maurito, sono tutti ottimi ragazzi e averli come compagni di squadra per me è importante. Ricordiamoci che non siamo macchine, ma siamo uomini e un contrattempo può sempre capitare: dobbiamo essere bravi a metabolizzare e mettercelo alle spalle, come quando si commette un errore: se non sbagliassimo non saremmo uomini”.

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