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Editoriale

La Sampdoria ha ritrovato i suoi due leader (più uno)

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La Sampdoria torna da Torino con un punto in saccoccia: Ranieri, Candreva e Quagliarella sempre più leader dei blucerchiati

Un punto guadagnato o due punti persi? Questo il dilemma che aleggiava nelle menti dei tifosi della Sampdoria al triplice fischio del match contro il Torino, che ha segnato l’interruzione della striscia di risultati negativi (tre di fila, considerando anche il derby di Coppa Italia con il Genoa) e offerto alla formazione un nuovo punto di svolta per rimettersi in carreggiata.

La solita partita dai due volti, quella disputata tra le mura dello stadio Olimpico Grande Torino, ma dall’andamento contrario. Eravamo abituati a vedere una Samp spumeggiante spegnersi dopo un’ora di gioco oppure una rete subita. Ma non stavolta: primo tempo da non augurare neanche al peggior nemico, seconda frazione di gioco in netta ripresa e a tratti illusoria, poiché ci ha fatto credere che i blucerchiati potessero addirittura agguantare la vittoria. Il rammarico è tanto per non aver saputo gestire il risultato, ma se analizziamo il periodo della stagione e lo svolgimento complessivo della gara, il pareggio rappresenta una boccata di ossigeno vitale per il prosieguo del campionato. D’altronde, non è scritto da nessuna parte che la Sampdoria debba lottare per l’Europa League aggiudicandosi ogni partita. Vanno bene anche i punticini.

Sono tre i fattori che hanno determinato la repentina evoluzione doriana. Il primo è Claudio Ranieri, stanco di assistere dagli spalti a un vero e proprio scempio collettivo. Oltre alle continue indicazioni proferite ai suoi, il tecnico ha sorpreso tutti effettuando quattro sostituzioni nel corso dell’intervallo. Un chiaro monito: sveglia! Poi, una menzione speciale per Fabio Quagliarella e Antonio Candreva, autori del momentaneo 2-1 e sempre più leader della squadra. La carta d’identità rimane nello spogliatoio, in campo vanno qualità sopraffina, mentalità vincente e ricchezza d’animo. La testimonianza della loro imprescindibilità è data dai numeri, ineccepibili e inconfutabili anche da chi si copre gli occhi e tappa le orecchie pur di non ammettere di essere in torto.

Bisogna ripartire da qui, pensando partita dopo partita (un luogo comune abusato ma, al contempo, basilare nell’era del Coronavirus) e cercando di cogliere il lato positivo degli avvenimenti. Solo così si riuscirà ad avere la forza di superare ogni ostacolo.