Mestamente annullati fisicamente e tatticamente

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Al “Mapei Stadium” il Sassuolo dimostra di essere superiore alla Sampdoria sul piano fisico e anche tattico: i nostri quasi non scendono in campo e il risultato è impietoso

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Dopo un precampionato onesto, culminato in una prestazione sufficiente a Parma e un buon esordio in Coppa Italia, non ci si aspettava una debacle del genere per iniziare il proprio cammino in Serie A. Certo, il calendario non è stato dalla nostra, perché dopo la Lazio al primo turno ci toccherà il Napoli alla ripresa, dopo la sosta per le nazionali: nel mezzo, però, il Sassuolo poteva essere un avversario alla nostra portata. Se quindi con i biancocelesti avremmo potuto pensare di partire sconfitti – cosa che in ogni caso non dovrebbe mai appartenerci – l’esito della gara del “Mapei Stadium” è davvero mesto. Da un lato Di Francesco ha dimostrato di avere realmente bisogno di innesti richiesti sin dal suo arrivo: Leris come esterno ha funzionato ben poco, così come anche Ramirez, che per quanto abbia provato il ruolo sull’out di destra per tutta l’estate, resta molto poco continuo. L’avere a disposizione Caprari e Gabbiadini sembra non convincere l’allenatore, a fronte anche del fatto che il secondo non era nelle migliori condizioni e il primo, una volta entrato, non ha saputo spaccare la partita. L’arrivo di Rigoni non può essere la manna dal cielo, però, perché l’undici da mandare in campo resta pressappoco lo stesso.

Certo è che i problemi principali la Sampdoria li ha fatti notare in difesa: Giampaolo era un grande cultore della linea difensiva e predicava con grande attenzione i movimenti dei difensori stessi. Sotto la sua gestione sono cresciuti talenti come Andersen e Skriniar, sempre affiancati da un profilo di esperienza: quest’anno, invece, dopo aver puntato su un tandem difensivo che avrebbe dovuto fare proprio dell’esperienza la propria forza, soprattutto con l’arrivo di Murillo, i problemi sembrano essere aumentati di molto. Colley è completamente spaesato in mezzo al campo, lo stesso ex Inter è come se quasi non si rendesse conto che si tratta di partite ufficiali e non di allenamento. La situazione diventa surreale e poi si finisce per prendere i quattro gol realizzati dal Sassuolo, uno più facile dell’altro, tranne che per il 3-0, di pregevole fattura. Le altre rete dei neroverdi sono anticipi, inserimenti ad approfittare di disattenzioni della difesa blucerchiata. Una disfatta che non può assolutamente essere addolcita dal rigore di Quagliarella, che pur essendosi sbloccato dal dischetto – tra le sue specialità – ha giocato un’intera partita costretto a subire i contrasti di Marlon, che non lo ha fatto respirare.

Il Sassuolo l’ha preparata meglio, c’è poco da fare: gli interpreti in campo non sono di gran lunga superiori ai nostri, anzi, in alcune individualità saremmo dovuti essere anche superiori. Il tutto sta nel capire perché questa squadra sta faticando anche sul mercato e perché giocatori come Defrel e Simeone preferiscono altre destinazioni alla Sampdoria: il primo non è sceso in campo nella gara di ieri, il secondo ha avuto la possibilità di confrontarsi con l’Inter alla “Sardegna Arena”, ma alla fine ha raccolto zero punti, proprio come il Doria. Ora dal mercato si attendono gli arrivi di Rigoni, che intanto ha giocato tutto il primo tempo della sfida di ieri contro lo Spartak Mosca, e di Seculin: una due mesi davvero di poca sostanza, che ha rifinito una rosa che avrebbe dovuto e potuto migliorarsi rispetto all’anno scorso. Siamo solo alla seconda giornata di campionato, ma sembra non esserci né il carattere, né la fisicità, né la voglia di costruire qualcosa. Se poi ci si mette anche il rosso a Vieira, direi che la frittata ha tutti gli ingredienti necessari.