Siamo ancora qui per giocarcela: il campionato non è finito

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Spregiudicata e arrembante, la Sampdoria torna a vincere subito dopo il ko con l’Atalanta e si rimette in corsa per l’Europa, grazie agli stop di Roma e Torino

La vittoria sul Sassuolo ci lascia tantissimi elementi di cui parlare, a partire dal caso Defrel. Dopo esser stato messo nell’occhio del ciclone per la scorribanda infelice avuta su Corso Europa domenica sera, dopo la sconfitta con l’Atalanta che sembrava avesse tagliato le gambe alla nostra di corsa all’Europa, l’attaccante in prestito dalla Roma sembrava dovesse subire le punizioni divine del Doria e invece no. Chiarito, almeno pubblicamente, che non ci siamo trovati dinanzi a un Mesbah-bis, Defrel è sceso in campo in una posizione inedita, per la quale ha dovuto prendere le misure durante la settimana e ha dovuto adattarsi, ma sfoderando forse la sua miglior prestazione in stagione dopo quella col Napoli nel girone d’andata. Per la seconda volta quest’anno la Sampdoria trova i 5 gol e lo fa in trasferta, grazie alla carica offensiva della sua formazione titolare, che scende in campo praticamente con tre attaccanti e va quasi all-in sul campo del “Mapei Stadium”: vincere o vincere, senza alternative, finalmente con una cattiveria agonistica che l’ha portata sì a segnare tanto, ma anche a subire altrettanto.

Ed è proprio qui che si è visto un Giampaolo diverso, che ha apparecchiato la tavola per fare un gol in più dell’avversario, incurante di quanti avrebbe potuto prenderne, quasi à la Mihajlovic, quasi à la Zeman, a voler esagerare, nelle intenzioni e nel risultato. C’è un altro aspetto contingente da sottolineare, ossia la bontà avuta da parte del calendario nei confronti del Doria. La vittoria della Spal e del Bologna su rispettivamente Roma e Torino ci permette di restare agganciati alla rincorsa europea, proprio nel rispetto e nella conferma di quanto avevo scritto la scorsa settimana: nonostante tutto, bisognava continuare a crederci, senza tirare i remi in barca. D’altronde, come ha detto lo stesso Giampaolo, per dare un senso al campionato bisogna puntare alla qualificazione in Europa League. Ora la situazione è tornata anche a nostro favore: con la Fiorentina che sembra aver mollato la presa ed è scivolata a cinque lunghezze dal Doria, e con la Roma, adesso nuovamente a portata, ad altrettanti cinque punti.

Certo è che la prossima giornata ci metterà dinanzi a un altro ostico step del nostro percorso, ossia il Milan: attualmente la squadra più in forma del nostro campionato, aspettando il derby, insieme con la capolista, che oramai fa un gioco a parte. La questione resta comunque totalmente aperta e con dieci partite ancora a disposizione, c’è tutto da dire. Un’altra riflessione che va fatta si basa sulle dichiarazioni post-gara da parte di Marco Giampaolo e di Fabio Quagliarella. Il primo, come già detto, pretende di dare un senso a questo campionato, ma ha anche lanciato un appello, stuzzicato da Paolo Condò: disputare una stagione senza dover lavorare per i primi sei mesi a integrare i nuovi elementi, ritrovandosi con cessioni importanti che castrano quello che è un percorso costruito su più anni. Ci vorrebbe un anno senza le cessioni di Torreira, Zapata e Ferrari/Silvestre, per poter vedere cosa può fare la Sampdoria, che per la terza annata consecutiva si ritrova a poco più di 40 punti in 28 giornate. Dall’altro lato Quagliarella, in maniera più velata ma probabilmente senza alcun secondo fine, ha evidenziato la scarsa propensione all’attenzione e al raggiungimento dell’obiettivo di alcuni elementi della rosa: nel momento topico la Sampdoria viene meno, come accaduto con l’Atalanta, nelle partite decisive la rosa di Giampaolo perde, cede il passo, per poi riprendersi in quella successiva.

Un aspetto mentale che va a condizionare una squadra che spesso ha ceduto il passo e perso punti in partite che avrebbe dovuto dominare, come ad esempio quella con il Frosinone, che continua a rimanere un errore che in una stagione come questa può davvero pesare, a lungo andare. D’altronde con quei tre punti in più, a quest’ora, saremmo stati a due lunghezze dal quinto posto e in pieno sesto posto. Però con i se e con i ma non si costruisce la storia, quindi adesso non ci tocca che goderci questa bella vittoria sul Sassuolo e ricaricare le pile per il Milan, che dovrà essere divorato in un sabato sera genovese. Intanto poter essere qui, a metà marzo, a ragionare sui punti e a calcolare le distanze dalle altre, dimostra che qualcosa ce la stiamo ancora giocando. Il campionato non è morto e la Sampdoria c’è.